Cafe Eurøpa

“Credo in una cosa: che solo una vita vissuta per gli altri è una vita degna di essere vissuta” Albert Einstein

Saremo sempre estranei per qualcuno, talvolta siamo estranei anche per noi stessi, senza conoscerci fin nel profondo, senza sapere quello di cui ognuno di noi è capace.

CAFE EURØPA, con enorme piacere, sbeffeggia i vizi e le ipocrisie dell'uomo: uno sguardo ironico e grottesco che dà al pubblico una prospettiva interessante sui giorni d'oggi. Questa è la storia di una piccola cittadina e dei suoi abitanti, ma soprattutto è la storia di un luogo in particolare, di un cafe: CAFE EURØPA.

Staff: 12/13 in tour (9 attori/attrici)

Durata: 65 min. aprox.

Location: spettacolo adatto a gradi spazi all’aperto e a location storiche

Lingua: NO TESTO – spettacolo NON VERBALE

Tecniche: Nuovo Circo / Teatro Fisico / Macchinari e Grandi oggetti

Target pubblico: qualsiasi

Situazione ideale: circa 2.000 spettatori – può accogliere un pubblico di 3.000 persone Fruibile da un pubblico internazionale

Varie: utilizzo di effetti pirotecnici controllati e giochi d’acqua

Diretto da: Marco Paciotti

da un IDEA di: ONDADURTO TEATRO / Lorenzo Pasuali e Marco Paciotti

Ideazione Macchinari ed Oggetti: Lorenzo Pasquali / Massimo Carsetti

Realizzazione Macchinari ed Oggetti: Dario Vandelli

Musiche Originali: Stefano Saletti

Costume Design: Karma B

Light Design: Roberto Mazzaro

Light Design Macchine: Nicola Fornicola

Video: Nicola Fornicola

Graphic and Images: Street Artist NEVE / Danilo Pistone

Produced by: ONDADURTO TEATRO

Co-produced by: Mirabilia Festival / ITALY and FiraTàrrega / SPAIN

Patronage of: Istituto Italiano di Cultura Barcellona / SPAIN

In collaboration with: MiBACT / ITALY and C.L.A.P.S. / ITALY

Main Sponsor: Massimo Carsetti

Supported by: Teatro nel Bicchiere Festival / ITALY

With your support: INDIEGOGO CAMPAIGN

International consultance: Ute Classen Kulturmanagement

Performing Arts Residency: inBORGO – Residenza Artistica 2016

   

Questa è la storia di una piccola cittadina e dei suoi abitanti, ma soprattutto è la storia di un luogo in particolare, di un cafe: CAFE EURØPA

 

CAFE EURØPA è situato fra le montagne, non troppo lontano dal mare, di cui, da questa altezza, se ne ammirano le coste frastagliate. Quassù, dove la strada si conclude all’ingresso di un vecchio Cafe, all’interno di un particolare Hotel, attorno al quale si erge il villaggio. La strada, il caffè, la radio, l’hotel, i preparativi per il passaggio della Mille Miglia (l’evento più atteso del Paese): un’ allegoria su un villaggio irreale, che narra la vita di un borgo e la sua società, dei suoi più o meno particolari abitanti.

 

Come ogni mattina, Don Antonio suona le campane di buon’ora, subito raggiunto dalla giovane perpetua Assuntina, , ansiosa di accogliere nel suo cuore il solo amore da cui si senta appagata: quello del Signore. Il Professore vive in una delle stanze della pensione: è un bell’uomo, dai modi affascinanti e il sorriso gentile, e Titina, ogni volta che gli serve il solito caffè, non riesce a spiegarsi come mai non abbia ancora accanto una donna da amare. Preciso come un orologio, ecco Orazio, meccanico e tuttofare, sempre impegnato con i suoi attrezzi da lavoro ad aggiustare o inventare qualche nuova diavoleria. Lei, è la contessa Sinibaldi, soggiorna a CAFE EURØPA sempre in questo periodo dell’anno per assistere al passaggio della Mille Miglia. Rimasta vedova subito dopo il matrimonio, pare non curarsi di nessuno e che nessuno possa raggiungere l’altezza del suo sguardo. Eccessiva in tutto, Ersilia è l’esuberanza in persona, presidentessa del Comitato Feste e Celebrazioni, e, cosa di cui andava estremamente fiera, responsabile dell’Associazione Fiori in fiore. E così, anche quest’anno, ci si ritrova tutti CAFE EURØPA, per i tanto attesi preparativi della famosa Mille Miglia, unico evento mondano degno di nota per la sonnolenta vita del paese. Tutti gli abitanti si riuniscono a CAFE EURØPA per le prove della celebrazione della Mille Miglia. I nostri personaggi sono brave ed oneste persone… si “amano” e “rispettano” molto ma soprattutto amano la loro cittadina.

 

Un giorno come tanti altri un inatteso arrivo cambia la vita del villaggio: una giovane “sconosciuta”, sola, appare in questo particolare villaggio. Lei si offerirà alla cittadina e la cittadina la ricompenserà con il più importante dei doni: l’amicizia. Mentre fervono i preparativi della Mille Miglia, tutti quanti sono indaffarati ed aspettano con ansia il passaggio della gara più famosa d’Italia. Però uno strano Uomo arriva al villaggio alla ricerca della Giovane sconosciuta ed offre una ricompensa a chiunque sappia dargli informazioni su di Lei.... ed ora che succederà alla calma vita del villaggio?

Un velo nasconde quegli sguardi schivi. Le nuvole, si dissipano rivelando, un’irregolarità, un difetto delle case ma soprattuto delle persone. La maschera che nasconde le loro misere esistenze sta per essere svelata: le loro più recondite paure, la paura di amare, di mettersi alla prova, la paura dell’altro, di ciò che non si conosce, iniziano a venir fuori.

Liberamente ispirato al film capolavoro di Lars von Trier “Dogville” e alla Commedia grottesca di Friedrich Dürrenmatt “La Visita della Vecchia Sognora”, CAFE EURØPA è una allegoria di una società moderna, un racconto grottesco, un gioco attento di echi tra realtà e poesia, tra il sogno e la crudeltà della vita di tutti i giorni che con straniante gusto per il paradosso e la provocazione, indaga sulla corruttibilità dell'uomo, sulla manipolazione del consenso e il rapporto fra morale e violenza.

I MACCHINARI

Il lavoro su macchinari e oggetti segue e sviluppa la ricerca condotta dalla compagnia in tutti i suoi spettacoli. Lo scenario si muove attorno ad una struttura centrale che viene trasformata dall'azione viva dei performer, che sono attori e manipolatori allo stesso tempo. La "struttura principale" si ispira al lavoro di Frank O. Gehry e il suo più famoso edificio realizzato a Bilbao per il Museo Guggenheim: "il più grande edificio del nostro tempo". Sotto l'aspetto caotico creato dall'opposizione di forme regolari frammentate e forme curve, tutto è costruito attorno ad un asse centrale, che assomiglia più da vicino una grande barca, dandoci la possibilità per i collegamenti più inaspettati. E poi strutture mobili, macchine che esaltano lo spettacolo: una macchina del potere, un laboratorio alchemico di un meccanico folle e tanto altro, tra meccanismi ed ingranaggi che cambiano e modificano lo spazio come un cuore pulsante. Le strutture “danzano” e si muovono nello spazio scenico dando vita ad un carosello ad un gioco meccanico che è una delle caratteristiche distintive delle produzioni di ONDADURTO TEATRO. Tutti i macchinari giocheranno attorno al concetto di sezione / divisione / rifrazione: la realtà sarà rotta in frammenti che si moltiplicano.

LA MUSICA

La musica completa il rapporto tra i diversi mezzi di comunicazione. Il sapore della colonna sonora originale crea evocazioni ed emozioni altamente immersive: una composizione che diventa un vero e proprio elemento drammatico. Inoltre la colonna sonora complessiva viene integrata con sonorità contemporanee per una esperienza live unica attraverso temi della “moderna alienazione”.

LA MULTIDISCIPLINARIETÀ

Physical Theatre, Nouveau Cirque e Gesto sono parti essenziali delle nostre produzioni, in combinazione con l'uso di grandi oggetti in movimento, macchinari, fuochi d'artificio, giochi d'acqua, proiezioni video e musica. Gli spettacoli ONDADURTO TEATRO utilizzano tecniche e tecniche espressive, che danno luogo a un nuovo linguaggio di grande impatto, in grado di dialogare con diverse culture ed un pubblico internazionale.

 

Per favore scrivici per avere maggiori informazioni sulla scheda tecnica dello spettacolo

TIME OUT - BARCELLONA È possibile un teatro urbano di grande formato, con ambizione estetica e grande capacità tecnica senza ombra di dubbio? Sì, lo è. Lo hanno dimostrato gli italiani di Ondadurto Teatro con uno spettacolo che possiede una espressività visiva paragonabile al Cirque du Soleil. Una combinazione ideale per ampie tipologie di pubblico, uno spettacolo che non rinuncia a smuovere gli animi fin nel profondo. - Manuel Pérez