Il ri-esplodere dei conflitti etnici e religiosi, le tensioni provocate dagli imponenti flussi migratori prodotti da fame, crisi ambientali, guerre, ci dicono quanto sia importante confrontarsi con “l’altro” e imparare una delle abilità fondamentali del nostro futuro prossimo: la capacità di vivere e relazionarsi in una società multietnica. Non un comune far arte in luoghi sociali da recuperare, ma un’esperienza che porta l’arte dove solitamente non ha luogo, in ambienti dal tono e dal carattere surreale, ma al tempo stesso così reali da lasciare qualsivoglia spettatore spiazzato e sconcertato. Questo è il progetto OFFICINA ONDADURTO che coinvolge alla sua 3 edizione una comuIl ri-esplodere dei conflitti etnici e religiosi, le tensioni provocate dagli imponenti flussi migratori prodotti da fame, crisi ambientali, guerre, ci dicono quanto sia importante confrontarsi con “l’altro” e imparare una delle abilità fondamentali del nostro futuro prossimo: la capacità di vivere e relazionarsi in una società multietnica. Non un comune far arte in luoghi sociali da recuperare, ma un’esperienza che porta l’arte dove solitamente non ha luogo, in ambienti dal tono e dal carattere surreale, ma al tempo stesso così reali da lasciare qualsivoglia spettatore spiazzato e sconcertato. Questo è il progetto OFFICINA ONDADURTO che coinvolge alla sua 3 edizione una comunità ROM. Uno scambio, un incontro tra popoli.