Meraviglia !

 

“Il mondo non languirà mai per mancanza di meraviglie, ma soltanto quando l’uomo cesserà di meravigliarsi”.

Gilbert Keith Chesterton

 

 

Come sarebbe il mondo se gli adulti lo guardassero con lo stesso sguardo dei bambini?

Cosa accadrebbe se la curiosità dell’innocenza ci sorprendesse ancora?

La risposta è racchiusa in una parola: Meraviglia! Un viaggio surreale ed una visione onirica capace di riportare gli adulti indietro nel tempo, quando ancora custodivano quel sentimento di stupore e meraviglia che può provocarci un grande macchinario scenico con degli attori pronti a far di tutto per strapparci un sorriso. Il tutto con le sonorità evocative tipiche degli spettacoli di Ondadurto Teatro, che, insieme alle macchine sceniche, diffondono una bellezza mai scontata.

Una ragazza si sveglia una mattina in un “non-luogo” dove viene accolta da un custode del tempo. Lui le farà conoscere, ripercorrere, esplorare le emozioni del tempo e il senso dei luoghi, la danza ciclica delle staginoni.

 

Suggestioni emotive, macchinari scenici e personaggi surreali, attraverso il ‘physical theatre’, il ‘nouveau cirque’ e il gesto, “provocheranno” lo spettatore dando vita ad un linguaggio visivo di forte impatto, in grado di dialogare con persone di ogni età, etnia e cultura e di raggiungere un pubblico internazionale.

 

Una produzione: ROMAEUROPA Festival 2018

Staff: 7 in tour (5 attori/attrici)
Durata: 45 min. aprox. 
Lingua: NO TESTO – spettacolo NON VERBALE
Tecniche: Musica / Circo contemporaneo / Teatro Fisico / Danza / Macchinari

Target Pubblico: Per famiglie
Situazione ideale:
 frontale / semicircolare – circa 700 spettatori

Diretto da: Marco Paciotti

Da un’idea di : ONDADURTO TEATRO / Lorenzo Pasquali e Marco Paciotti

 

Macchinari: Lorenzo Pasquali e Massimo Carsetti.

Realizzazione macchinari: Dario Vandelli

Musiche Originali di: Stefano Saletti
Costume Design: K.B. Project
Light Design: Roberto Mazzaro

A volte di notte ci svegliamo e per una frazione di secondo non riconosciamo ciò che ci circonda, a volte nemmeno noi stessi.

“Dove sono? Chi sono io? “Poi le immagini si illuminano: ” sono io “.

Ma questa volta è buio.

 

Una ragazza apre gli occhi, forse si è appena svegliata, forse …

Accanto a lei una figura surreale che la condurrà alla scoperta del trascorrere dei giorni, del ciclo delle stagioni.

 

Immersa nella primavera, riscoprirà lo stupore di fronte a allo schiudersi di un fiore, di fronte al mutare di un paesaggio che nasce.

La spensierata danza delle bianche nuvole la lascerà sotto il sole cocente di un’estate frenetica. Ed è proprio tra i suoni dell’euforia estiva che riscoprirà il piacere di una goccia d’acqua sulla pelle riscaldata.

Ma qui il caos lascia spazio ai timidi rumori di un paesaggio che sta per addormentarsi, riposare, dopo i selvaggi eccessi estivi.

Gli alberi si trasformano in spiriti che accompagnano il nostro viaggiatore nella tetra atmosfera autunnale. Infine, l’inverno, con la sua calma e il suo silenzio accompagnati da una luna danzante, la lascia senza risposte, ma con una nuova consapevolezza.

 

Abbiamo diviso il tempo: la neve da un lato, il sole dall’altro.

Abbiamo dato un nome alle stagioni per colmare la nostra sete di risposte.

Abbiamo trovato un ordine razionale fatto di secondi, minuti, ore.

Forse una possibile risposta è che il tempo siamo noi !

La musica originale, composta da Stefano Saletti, è stata creata partendo da un interrogativo: è possibile ottenere musica da materiali grezzi? Il ferro è davvero un materiale così ruvido che si può suonare solo con la violenza? Quale suono potrebbe scaturire dalla vibrazione di una lastra d’acciaio? Come suonerebbero dei semplici tubi per cavi elettrici? E se tutti questi materiali iniziassero a cantare? …MERAVIGLIA! Per ogni materiale un suono, ad ogni suono un mondo fantastico, una suggestione, un colore, una storia. Il suono aprirà allo spettatore differenti mondi immaginifici legati alla meraviglia della natura.

La ricerca in “MERAVIGLIA!”, tesa appunto a cogliere l’immaginifico, avviene anche grazie ai costumi che si ispirano alla natura e, attraverso forme e strutturazioni surreali, disegnano lo spazio. Veri e propri corpi performativi fatti di volumi, linee, pieni e vuoti, che vanno ad amplificare, deformare, decomporre la presenza dei performer che agiscono.

Architetture danzanti che potenziano il lavoro e la ricerca della compagnia che per l’occasione si forgia di un’importante collaborazione con il duo visionario K.B. Project.

L’uso delle proiezioni video è influenzato dall’equilibrio tra diversi media.

Strettamente connesse alla struttura drammaturgica, le proiezioni video sono parte integrante dello spettacolo, proprio come la musica, gli attori e i macchinari.

La proiezione invade diversi spazi, giocando con superfici vuote e piene: le immagini vengono smantellate, trasformate, moltiplicate.

Le proiezioni video diventano scenari virtuali in movimento e in continua trasformazione.

Non un’immagine fissa su schermi fissi e statici, ma una proiezione dinamica in movimento.